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A tale figura astuta e sanguigna, romantica e sognatrice, ha dato voce e intensità interpretativa Amarilli Nizza, al suo debutto nell’opera. L’esordio di Amarilli Nizza – Odabella, nell’aria Santo di patria indefinito amor è travolgente e folgorante, degno di una fiera guerriera e ruggente. La voce, con energia, in poche battute vola al do acuto sopra il rigo per precipitare poi giù sino al si sotto il rigo e poi svettare di nuovo dopo una coronaUn’entrata temeraria e pirotecnica risolta dalla cantante non solo con la dovizia di mezzi vocali, ma ancor più col dare a ogni frase la fonazione adeguata ad esprimere l’invettiva, il rancore, l’irrisione. Il suo barbaro, nella frase stan le tue donne, o barbaro, sui carri lacrimando, è un dardo scagliato con sprezzante violenza a sottolineare la immensa differenza tra le eroiche donne italiche sempre pronte alla pugna, e le pavide donne unne più propense al piangere che non al pugnar. E nella cabaletta successiva, dopo aver ottenuto da Attila la sua spada, con sottile, ingiuriosa irrisione gli si rivolge chiedendogli indovina per qual petto è tua punta? Straordinaria nella sottile capacità di fingere l’accettazione del real corteggio di Attila che la vuole sua sposa, riconoscendo in esso un lampo di celeste aiuto nel vendicare la morte del padre. Dopo la affascinante irruenza del prologo, l’Odabella di Amarilli Nizza acquista nell’atto I una umanità più sacra, più devota, più sognante. Vellutato il suo modo di esprimere nel buio della notte, immersa nelle sole voci della natura, lo stupore con cui nel fuggente nuvolo intravede la immagine del padre, e nelle mutazioni del cielo avverte la presenza ancora viva di Foresto. Elegiaca infine di una elegia romantica e tutta raccolta l’invocazione del silenzio della natura, del mormorio del rio, del fremere dell’aria, perché possa udire la voci degli spiriti amati. Pagina magistralmente vissuta con una gestualità tesa verso la totale immersione nella soavità della natura e una voce che si fa sempre più piana in sintonia con il silenzio sommo della notte. Eppure è quella stessa voce che furente e offesa, risponde a Foresto, che l’accusa di averlo tradito, Tu!…tu Foresto, parli così? E che a denti stretti ribadisce il suo anelito alla vendetta nella frase Padre, digli tu se anelo d’alta vendetta in cor. Dopo tale interpretazione sarebbe lecito affermare che Amarilli Nizza è oggi l’Odabella per eccellenza. La bellezza fisica, l’enorme talento di attrice e interprete, il soggiogante carisma scenico, si accompagnano a una voce bellissima, ampia, sonora, dai riflessi scuri e corposi, capace tuttavia di dolcissime filature, rapinose ascese in acuto, arabeschi passaggi di coloratura, affrontati con classe somma e tecnica magistrale.

Manlio Mirabile

 

LA GAZZETTA  DI PARMA – Acclamata Amarilli Nizza, un’ Odabella consapevole del mandato verdiano, finalmente un ‘artista che sa cantare con rara sensibilità- a differenza di certi soprani tra l’isterico e il triviale che ci vengono spesso propinati in tale ruolo – gli squarci lirici, gli abbandoni del cuore, sciogliendo in momenti interpretativi a dir poco favolosi  ( ” Oh ! Nel fuggente nuvolo “) le più′ violente tensioni dell’eroina , senza peraltro attenuarle o scolorirle, azzannandole invece con felina, perciò′ seducente , intelligenza vocale.

Elena Formica

 

 

 

L’ARENA -Raffinata musicalmente e scenicamente è Amarilli Nizza, alla quale della complessa parte di Odabella convengono forse più le ampie aperture liriche e sentimentali (nel primo atto, un trionfo le mezzevoci dell’Aria Oh! Nel fuggente nuvolo) che non le impervie esigenze belcantistiche e drammatiche, risolte tuttavia con tensione accattivante e grande nitidezza.

Cesare Galla

 

OPERALIBERA.NET

Odabella è Amarilli Nizza che, arrivata al suo quindicesimo debutto verdiano, si riconferma eccellente interprete dell’opera del Maestro di Busseto. Per tanti anni, nella seconda metà del Novecento, si è parlato di voce verdiana pensando al timbro e al colore , ma fortunatamente la critica e il pubblico più attendo si sono discostati da questo credo per avvalorare il vero volere del Cigno, ovvero che la vocalità da egli immaginata fosse un insieme di accenti e di espressività tali da far vivere i suoi personaggi. Amarilli Nizza, ogni volta che indossa un costume, diventa quella specifica eroina. Odabella è interpretata con un’ottima attenzione alla parola e al fraseggio, con un gusto raffinato del canto e del gesto, eseguita in perfetto equilibrio tra la recitazione e l’uso dei colori. Le parti drammatiche sono giustamente intense, soprattutto la prima cavatina, intrisa di note basse che il soprano sceglie di calcare con alcune emissioni di petto, che potrebbe non avere il favore dei puristi del suono, ma è altamente efficace nella resa dell’impeto della protagonista verdiana. Sublimi i pianissimi e il canto spianato della seconda aria, ricchissima di chiaroscuri emozionantissimi, dove la tecnica, il controllo dei fiati e l’appoggio si fanno notare in tutta la loro importanza. Questo è il vero Verdi.

W. Fratti

 

PRAMZANBLOG

 

Amarilli Nizza da grande interprete pucciniana si sta rivelando sempre di più anche una grande verdiana. Dopo i recenti debutti accolti molto positivamente sia dal pubblico che dalla critica in Abigaille (Palermo) e Lady Macbeth (Amburgo e Lipsia), Amarilli Nizza entra di prepotenza anche nel ruolo di Odabella, facendolo completamente suo con aggressività senza però dimenticare gli abbandoni. Veemente, incisiva, proterva la sortita iniziale con la cabaletta “Da te questo” e di dolce trasporto nel “Liberamente or piangi” in cui c’è tutta la speranza risorgimentale verdiana.

P. ZOPPI
MTG LIRICA

Al suo debutto nel ruolo di Odabella Amarilli Nizza. Il soprano irrompe sul palco con la potenza della sua voce calda e corposa, e con la sua presenza scenica prorompente. Si immerge nel personaggio con espressività ed incisività La guerriera scampata all’assedio cattura il pubblico, soprattutto con l’aria del pianto ai cari nel primo atto, dolcemente carezzata dall’orchestra che avvolge la sua voce in un sussurro di note quasi lacrimanti.

M. T . Giovagnoli

 

MONDOLIBERONLINE.IT

La soprano Amarilli Nizza (Odabella), prende sempre più quota, fino a trovare l’emozione in equilibrio con una lirica dalle tensioni più nitide ed accattivanti.

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